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"Morire, si , Eccellenza, ci vuol niente. Ma campare
apposta non si può!"
dice Zi Marabito a chi gli fa una colpa perché campa troppo.
Suo malgrado, il destino ha deciso che l'anziano contadino a riposo
debba continuare a vivere ed usufruire di un contratto rurale "a vitalizio".
Presto, tra i commercianti arricchiti che attendono con interesse la
fine dei suoi giorni, serpeggeranno tentativi di "malocchio" con relativo
"sfattura- mento" ributtato al mittente grazie alla complicità delle
vicine che, invece, lo aiutano e proteggono.
Attorno al sempre più vecchio Marabito e alle vicende del vitalizio
ruota e si affanna un piccolo mondo, un microcosmo contadino destinato
ad essere soppiantato presto dalla nuova classe borghese degli arricchiti
ma incompe- tenti delle cose della terra. "La terra va lavorata come
il cuore vorrebbe e come l'arte comanda".
Tutti i personaggi della commedia (o quasi!) attraversano con Marabito
circa un quarto di secolo. Il notaio Zagara, la Malanotte e gli altri
accompagneranno il vecchio in questa lunga attesa.
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Una sospensione del tempo
che certe volte sembra essersi fermato... quasi un "en attendant" di beckettiano
sapore, ma calato nella pirandelliana sicilianità! Il passare del tempo,
l'attesa di qualcosa che si aspetta ma non arriva, il fato (o gli dei)
che si prende gioco di "questi piccoli uomini feroci" sono, a nostro avviso,
le tematiche fondamentali della novella di Pirandello su cui abbiamo lavorato
con leggerezza e allegria nel tentativo di restituire quei toni lucidi
e divertiti del grande umorismo tragico pirandelliano.
Nella speranza di esserci riusciti, vi auguriamo buon divertimento. |