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SOTTO LA LOCANDINA LE NOTE INFORMATIVE DEI SINGOLI SPETTACOLI



DAGLI ALL'UNTORE

Fu, “dagli all’untore”, il grido della caccia all’uomo che gente scalmanata e imbestialita rivolgeva a quei malcapitati che, durante la peste di Milano nel ‘600, erano sospettati di ungere con unguenti pestilenziali e satanici le mura e le porte delle case. In un periodo di aggressione pestifera in Sicilia, avviene l’incontro quasi casuale di due figure senza un comune intento di reciproca conoscenza. Chi rappresenta una inappellabile sentenza di morte e chi, senza un incarico previsto, quella condanna deve fare eseguire. Ma intorno a loro c’è la peste che fa sorgere domande, spinge alla ricerca dei motivi conduttori di morte. Coloro che ne discutono sono un condannato a morte che cerca una soluzione alla sua precaria esistenza, e un oscuro commissario inquisitore alla ricerca di una azione fortunata per raggiungere la vera agiatezza. La peste, nemica giurata dell’uomo, fa da arbitro alla sua rovina? Il propagarsi della malattia riconosce solo i germi dell’aria? Il principio del “tutti contro tutti” non è prerogativa specifica dell’elemento ragionante?

 

POST MORTEM

La caduta, una discesa agli inferi, all’obitorio, dopo la ‘eroicomica’ ascesa ai vertici dell’Istituto di medicina legale. L’ambiguità profonda della poesia e della vita, si pone di fronte al lacerante mistero del sesso, della paternità e della morte. Ed ecco allora che il protagonista racconta/rivive la sua storia, pressoché immobile, seduto dietro un grande tavolo che allude con  evidenza a un minipalcoscenico: dove le sue abili mani di ‘puparo’ inscenano con ritmi quasi musicali il balletto di bicchieri riempiti di alcol che mano mano la sua bocca ingolla; questi bicchieri ‘rappresentano’ le pedine della sua storia, ‘personaggi’ di una assurda, metaforica partita a scacchi con la vita e con la morte, al termine della quale il puparo non potrà che farsi anche lui pupo.
Per contrappasso a questa meta-teatralità, la parola del testo, la sua lengua, è il siciliano, anzi il più sapido e genuino catanese. Perchè qui la parola, che ha una cadenza antica, da lingua dei padri, sembra possieda la densità vischiosa  di un fiume, e scorra inesorabile, a volte impennandosi in cascate irridenti, altre bloccandosi in calmi abissi senza tempo, trascinando con sé gli umori, le fobie, gli eccessi sia del protagonista sia della folla  di personaggi che è testimone della sua  piccola grande odissea di uomo senza qualità. Del resto si possono ritrovare motivi e temi già sedimentati nella storia della cultura siciliana, con echi di Brancati, di Pirandello, di Verga; e più indietro persino della ‘grecità’, quell’idea ‘tragica’ e infame del destino, dove chissà, forse, già s’annidava il nostro ‘fatalismo’.

 

DAL MATTINO A MEZZANOTTE

Il testo del 1916 è di Georg Kaiser (Magdeburgo 1878 – Ascona 1945);, dramaturg tra i più prolifici ed efficaci della stagione dell'espressionismo teatrale tedesco; l'azione si muove attorno alle peripezie di un cassiere di banca che si è impossessato di una notevole somma. Il principale motivo è quindi un'analisi spietata dei meccanismi sociali e psicologici che ruotano attorno al denaro ed al suo potere corruttivo. Il testo possiede una straordinaria carica persuasiva scatenata contro gli aspetti perversi del capitalismo, riacquistando, per questo, un interesse cruciale legato all'attualità.

 

IL MALLOPPO

Il teatro inglese ci ha regalato un autore di grande umorismo. Accusato di umorismo nero Joe Orton in realtà riesce a descrivere attraverso commedie nere un ritratto impietoso della middle –class. Uno sguardo sicuramente dissacratore che spesso si trasforma in parodia selvaggia. I suoi personaggi, ritratti quasi all’inverosimile, vivono una situazione comica e dissacrante. Attraverso scambio di idee e pseudo dibattiti li vediamo alle prese con la vita quotidiana e nel contempo riflettere su buone maniere, dio, dogma, giustizia etc.
Un ritratto nero, ma non cattivo, uno sguardo più complice che indagatore. Una circostanza sicuramente ereditata da una ricca tradizione comica inglese sempre attenta, lieve ed impietosa.   

 

FANTASMI IN CANTIERE

In un ufficio del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro una mattina entra Nina, una ragazza che segnala la scomparsa del fidanzato, un ragazzo senegalese. I militari spiegano che non è l’ufficio giusto per trattare quella segnalazione ma Nina insiste: il lavoro c’entra perché Baba, il fidanzato senegalese, aveva trovato un lavoro ma ora è scomparso senza un motivo apparente. Qualche minuto dopo si viene a sapere che un ragazzo è stato ucciso da un automobilista pirata che lo ha travolto ad un incrocio. Da qui il testo affonda le radici nel sociale affrontando problematiche quanto mai attuali: lavoro, nero, sfruttamento, immigrazione.

 

SCUSI, CHE CE L'HA UN LIMONE?

Un condominio nel cuore di Roma. Due vicine di casa. Ornella, casalinga, vive da anni nel palazzo, conosce tutti i condomini e se c’è l’occasione veste felicemente i panni della portiera dello stabile. E’ una persona buona, cordiale e molto espansiva, un’inquilina vecchio stampo che ha ancora l’abitudine di chiedere un limone alla propria vicina con la quale inevitabilmente instaura un rapporto d’amicizia. Federica, attrice, è la nuova inquilina dell’appartamento di fronte.  Appena arrivata vorrebbe mettere subito in chiaro  la distanza che deve coesistere tra persone che vivono all’interno dello stesso palazzo, ma non le rimarrà facile. Ornella e Federica rivestono in questa commedia i due modi differenti di vivere la convivenza condominiale. Da una parte c’è chi vorrebbe che ci fosse il dialogo, la conoscenza approfondita e che non ci si fermasse al buongiorno e buonasera, dall’altra c’è chi vorrebbe il rispetto degli spazi altrui, la non comunicabilità, l’essere individui solitari. Alla fine sarà la solitudine che in fondo ognuno di noi ha dentro di se a farle avvicinare con un finale inaspettato

 

LUI E' ELVIS...SCUSATE SE E' POCO!

Il 16 agosto del 1977, per un attacco di cuore, dopo una notte insonne trascorsa con i suoi collaboratori per stabilire i dettagli del suo successivo concerto, muore Elvis, il Re del Rock, lasciando dietro di sé una figlia di 9 anni, il padre, una carriera straordinaria e una moltitudine infinita di fans sparsi in tutto il mondo. Sono trascorsi 34 anni dalla sua scomparsa eppure, a dispetto della morte, la sua memoria è ancora viva e la sua voce continua a innamorare anche le nuove generazioni. Una vita incredibile quella di Elvis e una morte però, a detta di molti, misteriosa... forse perché quando ci si trova davanti a un mito come quello di Elvis sembra impossibile credere e accettare che anche lui debba obbedire alle leggi della natura o forse, più semplicemente, perché tanti sono i misteri che di fatto avvolgono questa figura ormai leggendaria... fatto sta che sono in molti a sostenere che Elvis sia ancora vivo... come lo sostengono le tre protagoniste della storia che, incoraggiate da alcuni importanti indizi che lasciano supporre che il loro idolo sia effettivamente ancora vivo, partono alla sua ricerca. Un viaggio appassionato e appassionante per comprendere le dimensioni e l'attualità di un mito come quello di Elvis Presley l'uomo che rivoluzionò la musica e il costume della gioventù americana degli anni 50. Una commedia frizzante e romantica in perfetto stile americano dove sentimenti, comicità, ironia e poesia si fondono insieme per rendere omaggio al Re del Rock’n'Roll, a colui che all’età di 21 anni cambiò la storia della musica.

 

 

 

 

FUORI ABBONAMENTO

FRATELLI D'ITALIA DOV'E' LA VITTORIA?

“Per liquidare i popoli...", scrive Milan Kundera ne "Il libro del riso e dell'oblio "...si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è stato.” Ma se è vero come è vero che la storia la scrivono i vincitori, è altrettanto vero che le bugie, per quanto ben architettate, hanno le gambe corte e a lungo andare, fanno fatica a stare al passo con la verità che nel frattempo incalza. “Lo stato italiano..." scriveva Gramsci su Ordine Nuovo, "...è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole squartando, fucilando e seppellendo vivi i contadini poveri, che scrittori salariati tentarono di infamare col nome di briganti”. E se ripercorrendo la storia, scoprissimo che Garibaldi non è stato l'eroe che ci hanno fatto osannare, che l'Unità d'Italia si è ottenuta col sangue e sulla pelle dei meridionali, che la spedizione dei mille è stata finanziata dalle massonerie e coadiuvata dalle mafie, che i piemontesi non ci hanno liberato ma colonizzato, che i Savoia hanno ripulito le nostre casse, che Vittorio Emanuele II non era un galantuomo com'è stato dipinto dagli storici di regime ma un lestofante, che i sabaudi sono stati i precursori del nazismo inventando i lager per i meridionali ribelli e le vasche di calce per scioglierci dentro i cadaveri dei reclusi, cosa accadrebbe? Probabilmente la cosa potrebbe sconcertare disorientare, sconvolgere. Ma la verità non deve fare paura, perché la verità rende liberi, non discrimina, non ha titoli, non chiede referenze, non è razzista, né classista, né snob, non è bigotta, non è leziosa, non fa distinzioni di religione, non ha non ha colore politico, non è di destra, né di sinistra, non si compra, non si affitta, non si vende, non si presta, non è proprietà privata, la verità è un bene che appartiene a tutti: nord e sud, ricchi e poveri, vincitori e vinti.

 

 

 

 

 

 


Stagione Teatrale 2006/07 dal 23 al 26
Novembre Ass. Retrò…e lontano lontano qualcuno ridacchia di Fabio Monti dal 14 al 17 Dicembre Teatro del Canovaccio Lettera al capo della polizia di Valerio Cattano dal 25 al 28 Gennaio Teatro del Canovaccio Credenze e dispense di Enzo Ferrara dal 01 al 04 Marzo Teatro del Canovaccio Cavalleria rusticana - Musical da G. Verga, di Turi Mancuso dal 19 al 22 Aprile Piero Sammataro in Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello dal 17 al 20 Maggio Ass. Magaemastema La signorina Papillon di Stefano Benni Costo abbonamento €50,00 Teatro del Canovaccio: via Gulli, 12 Catania tel. 095.530761 329.2378979 - 328.4254497 - 347.3124498 - 330.847394 info@teatrodelcanovaccio.it www.teatrodelcanovaccio.it

 






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