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Associazione Culturale
La Buona Compagnia
Piazza F. Alario, 1
84121 Salerno
C.F.: 95097770655 - P. I.: 04293160653
presenta
'E ffemmene so' belle
Elucubrazioni dall'Iperuranio macchiettista
di e con
Mario Spolidoro
e con
Gabriele D'Antonio
regia
Mario Spolidoro
Note
Su una spiaggia due amici: un intellettuale un po' tronfio e svampito
e un gelataio dal sano buonsenso, raggiunta anagraficamente l'età della
ragione, discorrono dell'universo femminile a loro così ostile e incomprensibile.
La parola si fa musica, canzone; l'orizzonte si allarga e il sacro fuoco
della macchietta moderna di Pisano-Cioffi, la canzone arguta di Ripp e
De Angelis o la malinconica ironia di Gaber, illuminano, con la loro saggezza
paradossale, i luoghi comuni del rapporto uomo-donna e le contraddizioni
dell'attualità.
Piccole canzoni vanno al di là del mero intrattenimento. Si caricano impropriamente
di significati profondi e trascendenti. Si nobilitano e giocano ad essere
fonte di verità, una sorta d'improbabile iperuranio, un iperuranio macchiettista.
Mario Spolidoro
Commenti
Con
lo spettacolo "'E ffemmene so' belle" Mario Spolidoro, attore, musicista
e cantante nonché autore dello stesso, c'invita ad entrare nel suo mondo.
Accompagnato in scena
da Gabriele D'Antonio, valente "musicista-cantante-attore", egli ci propone
una collana di canzoni scelte che, pur appartenendo a periodi storici
diversi, hanno tutte una comune matrice: il modo ed i sapori del "Café
Chantant-Varieté-Avanspettacolo".
In realtà le canzoni,
interpretate in maniera originalissima e con una tecnica che lascia ampio
spazio all'espressione corporea, sembrano essere il pretesto per esternare
il proprio pensiero e le proprie riflessioni su tematiche di "Varia Umanità"
(o forse sono queste riflessioni che costituiscono il pretesto ed il "trait
d'union" delle canzoni?).
In ogni caso Mario Spolidoro
e Gabriele D'Antonio danno vita ad uno spettacolo, in due parti di circa
40 minuti ciascuna, come dicono i francesi, "agréable", cioè semplice,
garbato, misurato, mai volgare e, soprattutto, divertente.
Molto più Cabaret di
tanti pseudo cabaret.
Molto più Recital di
tanti pseudo recitals.
Soltanto del buon Teatro.
Dario Riccardi
'E
ffemmene so' belle è uno spettacolo dal tratto lieve e garbato. Una
serie di monologhi/dialoghi sono intervallati da canzoncine d'epoca, alcune
molto divertenti, che è un vero piacere riascoltare. Alcune di esse, per
la verità, sono delle vere e proprie riscoperte che impreziosiscono il
lieve tessuto drammaturgico.
Di cosa si parla? Come
dice eloquentemente il titolo, il tema sono le donne: donne belle e brutte,
che fanno sognare, pensare e qualche volta anche arrabbiare. Eppure non
diventano mai un'ossessione ma sono bensì il motivo di riflessione da
parte di uomini soli sull'altra metà del cielo.
La tenuta, l'efficacia
dell'interpretazione è assicurata da un sapiente uso del mimo e della
pantomima, echi di antiche e gloriose tradizioni, che ricordano la teatralità
e lo stile di un grande performer italiano, Paolo Poli.
L'arguzia, la leggerezza,
il tenue filo che lega il testo hanno l'andamento ingenuo e candido delle
filastrocche infantili. Giochi e divertimenti passati che, come un album
di vecchie fotografie, ritornano amorevolmente tra le nostre mani.
Pasquale De Cristofaro
Scheda tecnica
Lo spettacolo è di prosa e musica in italiano e dialetto napoletano
e dura circa 85 minuti (2 Atti). Prevede: in scena, un attore cantante
e un attore musicista che suonerà una tastiera pianoforte amplificata
in dotazione;
Si richiede:
-
Teatro oppure sala o spazio all'aperto
attrezzato, possibilmente fondali neri;
-
Dimensioni minime palcoscenico: larghezza
4m, profondità 3m e altezza 2,90 m (altezze minori penalizzeranno
la scenografia);
-
Audio: per piccole sale non sarà necessaria
amplificazione. Per spazi più grandi si richiedono due buoni radiomicrofoni
(pulci o collarini) e adeguato impianto voci;
-
Luci: 10-20 proiettori (in relazione
allo spazio), gelatine ambra e blu. Si richiedono i fari montati,
la collaborazione per i puntamenti. Lo schema e le istruzioni saranno
fornite in loco.
-
in regia un tecnico audio-luci.
La Buona Compagnia
Fondata nel 2002, la Buona Compagnia, è formata da giovani e validi
artisti salernitani con esperienze pluriennali nelle più varie discipline
artistiche. Ha sinora messo in scena, riscuotendo 'ovunque' entusiastici
consensi, gli spettacoli 'E ffemmene so' belle e I Briganti
Musicanti. Ha realizzato il cortometraggio Ce la faccio! ed
è prossima la prima rappresentazione de La Passione secondo Gennaro
e de Lo sbarco di San Matteo.
Mario Spolidoro, nato a Salerno nell’estate del ‘66, ha intrapreso
la sua attività artistica cantando nel coro polifonico Laeti Cantores interpretando
tra l’altro, in qualità di basso solista, il Festino del giovedì grasso di Banchieri.
Nel 1993 è tra i fondatori del gruppo folk-rock multimediale Fuorni vincitore della manifestazione Sotto tiro ’97, e del gruppo macchiettistico
babà. Ingegnere, abilitato all’insegnamento
della matematica applicata, consegue nel 2000 il diploma di mimo presso
la scuola di Michele Monetta. Parla inglese e spagnolo e suona la chitarra,
l’organetto diatonico, la zampogna e vari altri strumenti a fiato (chalumeau,
sax soprano, flauto dolce ecc.) Appassionato nuotatore di fondo e amante
dei balli e dei viaggi in terre lontane, da alcuni lustri esercita la
professione di zampognaro (in tale veste è stato più volte ospite delle
reti televisive nazionali ed ha partecipato all’ultimo film interpretato
da Pupella Maggio Fate come noi).
Nel 1998 suona come organettista con il tammorraro Ugo Maiorano. Successivamente
e fino al 2001 lavora come attore musicista con Michele Monetta negli
spettacoli la ballata di Pinocchio di Compagnone e il Cielo Obliquo tratto
da Antonin Artaud. In qualità di mimo interpreta: Faccenda in Livietta e Tracollo
e Vespone ne la Serva Padrona, opere di Pergolesi
per la regia rispettivamente di Mico Galdieri e Michele Monetta. Dal 1999
collabora con l’attore regista e autore siciliano Vincenzo Pirrotta per
il quale scrive ed esegue le musiche di scena in vari spettacoli: n’gnanzou’,
il tesoro della zisa, la fuga di Enea e, assieme al gruppo
Melisma, la morte di Giufà. Nel 2001 interpreta don Felice nella morte
int’o lietto e don Felice di Petito per la regia di Pasquale de Cristofaro
e l’allegria dell’orco di Luigi Compagnone per la regia di Michele
Monetta. Nel 2002 fonda ‘La Buona Compagnia’ e scrive dirige e interpreta
lo spettacolo ‘e ffemmene so’ belle.
Dal 2003 suona con i Melisma nello spettacolo Malaluna di
e con Peppe Lanzetta e Vincenzo Pirrotta per la regia di Pasquale De Cristofaro.
Nel 2004 suona nell’orchestra Akroaterion,
diretta da Roberto Marino, nello spettacolo L’uomo
che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks, diretto e
interpretato da Nuccio Siano e, assieme ai Melisma, mette in scena lo
spettacolo Giochi di Antonio
Petti per la regia di Pasquale De Cristofaro. Nello stesso periodo è sceneggiatore
e regista del cortometraggio Ce
la faccio!; scrive, inoltre, lo spettacolo, La
Passione secondo Gennaro di cui curerà poi la regia per l’interpretazione
di Antonello De Rosa. Nel 2005 mette in scena I Briganti Musicanti di cui è autore, compositore delle musiche, regista
e interprete. Tale spettacolo risulta vincitore, nell’ambito della IX
edizione della manifestazione Teatro in Sala, dei seguenti premi: migliore
spettacolo, migliore spettacolo per il pubblico delle associazioni e miglior
testo inedito.
Nell’aprile 2005 scritturato dall’INDA per il XLI ciclo di rappresentazioni
classiche nel teatro greco di Siracusa, è compositore, musicista e corista
nello spettacolo ‘O Ciclopu per la regia di Vincenzo Pirrotta.
Da tempo fa parte, come suonatore di banjo e di grancassa, della Salerno
Street Parade (musica jazz prima maniera) e collabora col gruppo musicale
Melisma.
Gabriele D’Antonio si è diplomato a pieni voti in pianoforte presso
il Conservatorio di Salerno ed ha conseguito, presso il Conservatorio
Cimarosa di Avellino, il diploma in Didattica della Musica. Musicoterapista,
pluristrumentista (suona anche basso, batteria e fisarmonica) è laureando
in Lettere e Filosofia ed è appassionato di agricoltura biologica. E’
stato animatore e pianista di piano-bar presso numerosi villaggi turistici.
Ha fatto parte come tenore del coro polifonico Jacopo Napoli di
Cava de’ Tirreni (SA) e come tenore e organista del coro polifonico Laeti
Cantores di Salerno.
Pianista del gruppo Napoli in Concerto, tastierista e fisarmonicista
dei Fuorni, pianista e macchiettista nei babà, attualmente
suona le tastiere nel gruppo beat Tony Borlotti e i suoi Flauers
con il quale ha suonato in numerosi festival e ha realizzato un EP, un
LP con l’etichetta teen sound e
un CD con l’etichetta giapponese
Sazanami. Come attore, ha intrapreso la
sua attività nella compagnia dei Guitti di Salerno, diretto da
Sergio Solli interpretando il Maestro di Musica nel Sik sik
artefice magico di E. De Filippo e Puparuolo nell’ Ultimo
Scugnizzo di Viviani. Collabora da sempre con Mario Spolidoro ed è
membro della ‘buona compagnia’.
Francesco Petti
è nato a Salerno il 28/3/1969.
Attore, musicista, tecnico di palcoscenico, si è diplomato nel 1995
presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria (corso di formazione
professionale per attori), dove ha studiato con Alejandra Manini, Giorgio
Pressburger (improvvisazione), Maurizio Gueli (dizione poetica), Maria
Teresa Di Clemente (training), Michele De Sanctis (illuminotecnica),
Francesca Vitale, Gianni Diotaiuti (dizione),
Franco Però, Jan Englert, Jan Gedroyc, Armando Bandini, Dimi de Delphes,
Alvaro Piccardi (recitazione), Elsa Fonda, Gianni Diotaiuti (dizione),
Luciano Lucignani (letteratura teatrale), Hanna Barczat (teatro danza).
Con l’Accademia partecipa agli spettacoli Una domanda di Matrimonio,
con la regia di Armando Bandini e Lunga notte di Medea, con Caterina Vertova,
Graziano Giusti, Edoardo Siravo, per la regia di Alvaro Piccardi, presentato
a Taorminarte nel 1995.
Nel 1995 è tra i fondatori dell’Associazione teatrale Casa
Babylon Teatro, ente di rilievo regionale, con la quale collabora
tuttora come attore, musicista e docente. Con questa compagnia,
partecipa agli spettacoli Ugo e Zona rimozione, entrambi per la
regia di Nicolantonio Napoli.
Altri spettacoli sono Posillecheata, un rimedio alla malinconia, con la
regia di Francis Pardeilhan, Fratellini di Francesco Silvestri, con la
regia dell’autore, Histoire du soldat, opera per tre attori e orchestra,
di cui cura anche la regia, Miserere, con le coreografie di Gilles Coullet,
e molti altri.
Lavora nell’ambito del teatro ragazzi, sia attraverso laboratori
e spettacoli con i bambini, sia attraverso spettacoli per i ragazzi, quali
L’allegria dell’orco e Pinocchio, con la regia di Michele Monetta, e La
guerra di Martin, con la regia di Francesco Silvestri. Nel 1997 fonda
il gruppo musicale Melisma, che si segnala per la continua e originale
commistione di musica e teatro. Con i Melisma produce due spettacoli teatral-musicali:
Città della luna e Dorganiscordati, di cui cura anche la regia. Il gruppo
partecipa a concorsi e festival, come Ferrara Buskers Festival, Castellarte
(Mercogliano (AV)), RTN Festival, Europäisches Kulturforum (Austria)
e a spettacoli teatrali, come La morte di Giufà, con Vincenzo Pirrotta,
regia di Pasquale De Cristofaro, e Malaluna, con Peppe Lanzetta, ancora
con la regia di De Cristofaro. Come musicista ha lavorato con il regista
Ruggero Cappuccio negli spettacoli Ma ll’aneme se vesteno accussì e Mo’
sai cosa dico/mosaico sadico, entrambi con Carlo Croccolo.
Ha partecipato come attore e musicista a numerosi altri spettacoli
e performances di strada. Ha inoltre partecipato a stages di approfondimento
con Michele Monetta (mimo), Francesco Silvestri (drammaturgia), Francis
Pardeilhan (azioni fisiche), Flavio Colombaioni (clownerie), Gilles Coullet
(teatro-danza).
Eloisa Gatto. Nata a Salerno nel 1977,
si è diplomata mimo-attrice presso l’I.C.R.A. Project (International Centre
for The Research of The Actor), a Napoli, dove ha studiato con Michele
Monetta e Lina Salvatore. Dal 1997 ha accumulato diverse esperienze come
attrice di prosa, partecipando a festival e rassegne e lavorando con:
Carmine Mottola, Mario Grazio Balzano, Roberto Biselli, Giovanni Vitale.
Nel 2000 è stata tra i soci fondatori dell’associazione teatrale “Gli
Smascherati”, con la quale organizza da luglio 2000 il Festival of European
Student Theatre, vincitore nel 2001 del concorso “Cultura
2000” dell’Unione Europea. Ha seguito numerosi seminari in Italia
e all’estero tenuti tra gli altri da: Peter
Clough, Helder Costa, Roberto Biselli, Josè Luis Sanchez-Martin,
Yves le Breton, Philippa Evans,
Costantino Pucci, Carlo Cialdo Capelli. Con la “Buona Compagnia” ha interpretato
Valentina nello spettacolo “I Briganti Musicanti”, scritto e diretto
da Mario Spolidoro, pluripremiato al festival “Teatro in Sala” (Sa). Attualmente sta lavorando ad una performance
teatrale che prevede uno studio sul Teatro Dada, nell’ambito del progetto
L.E.D.A. (Laboratorio Espressivo Dramma Arte), con la regia di Michele
Monetta.
Giuseppe Vitolo. Nato a Nocera Superiore (SA) nel 1976, è diplomato
all’Accademia Napoletana di Teatro, diretta da Armando Marra (1991/1994) e mimo/attore
presso la scuola di Mimo Corporeo I.C.R.A. Project (Centro Internazionale
di Ricerca sull’attore) diretta da Michele Monetta (2002/2004). Ha seguito
diversi stage e corsi di formazione: “L’animatore nei centri di quartiere
e nelle ludoteche”, promosso dall’ente “Studio Erresse”, di Napoli; “Pulcinella:
a Sud della Commedia dell’arte” presso l’ICRA project; “Il Mimo Corporeo:
il corpo maschera” a cura di Marise
Flach; “Le tre poetiche: Aristotele, Bharata Muni, Zeami”, a cura
del prof. Marco De Marinis).
Dal ’97 è attore di prosa (con KKK
– A.I.L.A.M.P. – La Locandina, “La Ragione degli altri” di L Pirandello,
regia di Antonio Avigliano a Schio per Schio
Festival (Festival Nazionale di Teatro di Base); con Animazione
’90: Rievocazioni Storiche, regia G. Stella; con Animazione ’90: “La Cantata
dei Pastori” di C. Pellecchia, regia G. Stella; con Animazione ’90: “Storia
di un Eroe” al Teatro Augusteo di Salerno per la Rassegna Teatro Ragazzi
promossa dal comune di Salerno e l’Ente Teatrale Italiano e
il Teatro Pubblico campano). Collabora come esperto esterno in
laboratori teatrali scolastici e presso associazioni culturali. promosso
dall’ente “Studio Erresse”, di Napoli; “Pulcinella:
a Sud della Commedia dell’arte” presso l’ICRA project; “Il Mimo Corporeo:
il corpo maschera” a cura di Marise
Flach; “Le tre poetiche: Aristotele, Bharata Muni, Zeami”, a cura
del prof. Marco De Marinis).
Dal ’97 è attore di prosa (con KKK
– A.I.L.A.M.P. – La Locandina, “La Ragione degli altri” di L Pirandello,
regia di Antonio Avigliano a Schio per Schio
Festival (Festival Nazionale di Teatro di Base); con Animazione
’90: Rievocazioni Storiche, regia G. Stella; con Animazione ’90: “La Cantata
dei Pastori” di C. Pellecchia, regia G. Stella; con Animazione ’90: “Storia
di un Eroe” al Teatro Augusteo di Salerno per la Rassegna Teatro Ragazzi
promossa dal comune di Salerno e l’Ente Teatrale Italiano e
il Teatro Pubblico campano). Collabora come esperto esterno in
laboratori teatrali scolastici e presso associazioni culturali.
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