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Anni cinquanta, così lontani e così vicini. Lucio
e Casimiro Piccolo e il cugino Giuseppe Tomasi, Principe di Lampedusa
a Capo d'Orlando. La loro complicità intessuta di legami genetici
e di casta nell'attimo irreale in cui tutto sta per compiersi: l'affermazione
in vita di Lucio e il trionfo postumo di Giuseppe. Giuseppe e Lucio,
che cercano l'ultimo sussulto di un mondo privato sempre più in
declino che forse non ha più ragione di esistere se non nella poesia
e nella letteratura. Lucio e Giuseppe che cercano di non morire
(o di morire?) aggrappandosi alla realtà del successo. La loro cospicua
eredità culturale affidata, in assenza di una discendenza genetica,
ai versi dell'uno e alle parole dell'altro. Tra loro Casimiro, quasi
un folletto, le sue reali "osservazioni" sulla natura filtrate da
una sensibilità esoterica che poco o nulla sembrerebbe aver a che
fare con l'indagine scientifica Il tempo scorre sulle loro vite
d'altri tempi e sulle vicende di Giulio Fabrizio, ancor più lontano
da noi, ma così vicino nei territori dell'animo siculo. Noi li abbiamo
sognati così. Villa Piccolo è sempre li, a Capo d'Orlando….
M. Rita Stivale
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Anni cinquanta, così lontani e così vicini. Lucio
e Casimiro Piccolo e il cugino Giuseppe Tomasi, Principe di Lampedusa
a Capo d'Orlando. La loro complicità intessuta di legami genetici
e di casta nell'attimo irreale in cui tutto sta per compiersi: l'affermazione
in vita di Lucio e il trionfo postumo di Giuseppe. Giuseppe e Lucio,
che cercano l'ultimo sussulto di un mondo privato sempre più in
declino che forse non ha più ragione di esistere se non nella poesia
e nella letteratura. Lucio e Giuseppe che cercano di non morire
(o di morire?) aggrappandosi alla realtà del successo. La loro cospicua
eredità culturale affidata, in assenza di una discendenza genetica,
ai versi dell'uno e alle parole dell'altro. Tra loro Casimiro, quasi
un folletto, le sue reali "osservazioni" sulla natura filtrate da
una sensibilità esoterica che poco o nulla sembrerebbe aver a che
fare con l'indagine scientifica Il tempo scorre sulle loro vite
d'altri tempi e sulle vicende di Giulio Fabrizio, ancor più lontano
da noi, ma così vicino nei territori dell'animo siculo. Noi li abbiamo
sognati così. Villa Piccolo è sempre li, a Capo d'Orlando….
M. Rita Stivale
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Siamo nel 1954. Agli inizi dell'anno i tre personaggi
della nobiltà palermitana (due fratelli e un cugino sessantenni)
daranno vita ad un sottile gioco al massacro. Non è solo rivalità
letteraria tra Lucio e Giuseppe, c'è in ballo il destino di tutto
un mondo che comincia ad agonizzare. Come immortalarlo? Come renderlo
memorabile? Con i versi di Lucio? Con le ricerche esoteriche di
Casimiro? O con il romanzo-capolavoro di Giuseppe? Paradossalmente
i tre ne suggelleranno la fine. Nonostante la pantomima di certe
manie evidenti (la conoscenza delle lingue straniere, certe stravaganze
nel vestire, l'orgoglio di appartenere ad una classe estinta), in
realtà i personaggi vivranno il dramma dello sradicamento che si
consumerà all'interno delle loro singole esperienze.
Domenico Trischitta
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Siamo nel 1954. Agli inizi dell'anno i tre personaggi
della nobiltà palermitana (due fratelli e un cugino sessantenni)
daranno vita ad un sottile gioco al massacro. Non è solo rivalità
letteraria tra Lucio e Giuseppe, c'è in ballo il destino di tutto
un mondo che comincia ad agonizzare. Come immortalarlo? Come renderlo
memorabile? Con i versi di Lucio? Con le ricerche esoteriche di
Casimiro? O con il romanzo-capolavoro di Giuseppe? Paradossalmente
i tre ne suggelleranno la fine. Nonostante la pantomima di certe
manie evidenti (la conoscenza delle lingue straniere, certe stravaganze
nel vestire, l'orgoglio di appartenere ad una classe estinta), in
realtà i personaggi vivranno il dramma dello sradicamento che si
consumerà all'interno delle loro singole esperienze.
Domenico Trischitta
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