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il progetto

CARLO MURATORI
ovvero della NUOVA CANZONE D’AUTORE


Pier Paolo Pasolini considerava la canzone popolare siciliana come uno dei fenomeni musicali primari nel variegato mondo delle culture di tradizione orale di radice italica. La posizione geografica dell’isola e gli eventi storici che nel suo territorio si sono succeduti, i popoli che per le sue terre sono transitati, hanno determinato la stratificazione unica ed irripetibile di melodie, ritmi, versi, timbri di cui si sono giovati in qualche modo tutti i canti popolari italiani.
Carlo Muratori non è propriamente un folk singer. E’ un musicista siracusano, compositore e studioso di musica etnica; come si direbbe oggi: un cantautore, se non fosse che egli predilige maggiormente il termine cantastorie. Conosce abbastanza bene il mondo delle tradizioni e delle musiche popolari della sua terra, ma non per questo si è fermato solo alle re-interpretazioni o al revival. Da più di un decennio scrive le sue canzoni, dove l’uso del siciliano o della lingua è una precisa scelta di natura stilistica, prima che identitaria. Il suo è un testa-coda letterario tra le sue radici e la coscienza dell’artista contemporaneo, che sceglie di vivere e di produrre al Sud.
Per questo motivo Carlo Muratori ci fa conoscere una sua Sicilia; probabilmente dopo il suo concerto crederemo di averla “finalmente” conosciuta. Spiandola dal buco della una serratura osserveremo vizi e virtù di una civiltà antica che non smette mai di dare segni di vita e di sorprendere. Dai canti dei carrettieri dell’ottocento, alle ballate per la strage di Capaci, dalle preghiere dei tonnaroti ai disagi del vivere nelle periferie del caos di Catania o Palermo; dalle filastrocche e i canti giocosi per “lu sceccu” (l’asino) alle nuove canzoni nate dentro i petrolchimici delle coste siciliane.
La nuova canzone d’autore, insomma; sulla scia del cammino tracciato dal grande De Andrè, suo personale amico ed estimatore, e a cui viene spesso paragonato anche dai critici musicali

Il programma del concerto prevede l’esecuzione di brani tratti dai suoi ultimi lavori discografici

CANTI E INCANTI
STELLA MARIS
PLICA POLONICA
SICILY
ed inediti in prima assoluta…..

 

biografia

Carlo Muratori è oggi in Sicilia una delle figure di riferimento nel campo della musica e delle tradizioni popolari. E' un compositore che vive a Siracusa, sua città natale.
Ha cominciato a dedicarsi allo studio della cultura popolare siciliana negli anni settanta, collaborando con Antonino Uccello all'interno della Casa Museo di Palazzolo Acreide.
Nel 1977 ha formato I CILLIRI, un gruppo musicale con il quale ha divulgato alcuni dei canti popolari di lavoro, di lotta, d'amore portati alla luce con le sue ricerche.
Con I Cilliri ha eseguito decine di concerti in tutta la Sicilia ed ha inciso due album SUTTA 'N VELU 1979 e DDA BBANNA A MUNTAGNA 1980.
Nel maggio 1987, pubblicando l'album AFRODITE, inizia la sua carriera da solista.
A commento musicale del libro di Luigi Lombardo CATASTROFI E STORIE DI POPOLO, sul terremoto del 1693, incide nel 1993 un rifacimento dei canti di cantastorie dell'epoca sul disastroso evento.
Nel 1994 firma un contratto discografico con la CGD - WARNER per la quale ha pubblicato CANTI E INCANTI (Nov 94), e STELLA MARIS (Mar 96). Con il primo cd ha vinto a Dicembre 94 il premio nazionale Piero Ciampi come miglior cd dell'anno. A Marzo 1995 la rivista MAX e il Gruppo Giornalisti Musicali lo ha annoverato tra i migliori 15 autori nazionali. Le recensioni su tutte le riviste specializzate (e non) sono state entusiaste e pressoché unanimi. Due brani dell'album sono stati utilizzati come colonna sonora de LA PIOVRA 7. Con Stella Maris ha vinto il primo premio nel referendum indetto da Vivere Giovani (del quotidiano La Sicilia) come miglior album 96.
Nel Giugno 1997, a Vercelli, è stato chiamato a rappresentare la Sicilia a FOLKERMESSE, l'orchestra sperimentale di musica etnica formata da i musicisti italiani più rappresentativi del genere (Ambrogio Sparagna, Riccardo Tesi, Daniele Sepe, Elena Ledda, Lucilla Galeazzi ed altri). Ha inciso nel dicembre 97 STIDDA DI L'ORIENTI- echi di canti natalizi della gente di Sicilia.
A Dicembre 98 è stato invitato (in rappresentanza dell'Italia) all'IBM Word Music Festival di Belo Horizonte in Brasile, classificandosi al primo posto nella classifica di gradimento stilata dal pubblico e dalla critica della Rassegna. A Marzo 99, prodotto dall'AICS di Siracusa, ha pubblicato PESAH elaborazioni per coro polifonico ed orchestra da camera delle lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia.
Nel gennaio 2001 è uscito PLICA POLONICA , il suo ultimo lavoro discografico cantautorale.
A Marzo 2004 è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista nazionale WORLD MUSIC MAGAZINE il cd contenente la ri-masterizzazione in digitale dei due vinile de I Cilliri usciti negli anni 80.
Organizza e dirige la rassegna LITHOS-transiti a sud est, una rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea giunta quest'anno alla settima edizione; con degli itinerari culturali che attraversano la provincia di Siracusa.
Collabora spesso con altri musicisti, quali i Calicanto, il Parto delle Nuvole Pesanti, Daniele Sepe, Riccardo Tesi e Banditalina per i quali ha scritto i brani Thapsos, Fammi Ballare, Largo Walzer e Lune riscuotendo notevole successi di critica e di vendite.
A Gennaio 2005 per Ekomusic è uscito SICILY una raccolta di 21 classiche canzoni siciliane re-interpretate; il cd è stato insignito del premio nazionale per la musica popolare di Loano(SV).

 

i musicisti

Maria Teresa ARTURIA
melodica

 

Francesco BAZZANO
batteria e percussioni

 

Marco CARNEMOLLA
basso

 

Massimo GENOVESE
chitarre

 

Carlo MURATORI
voce e chitarre

 

Danila SEVERINO
vocalist

 

 

 

 

 

 

discografia

 

 

la stampa



Cd CANTI E INCANTI e STELLA MARIS - CGD 1994 - 1996

Davide Sapienza sul BUSCADERO MAR 96: "Muratori giunge al secondo album confermandosi figura di primo piano anche per la nostra agonizzante cultura di massa...la vita e l'esperienza di Carlo Muratori siano da testimonianza di una terra spesso crudele con i propri frutti migliori".
Antonio Vivaldi su ROCKERILLA MAGG 96:
"Questo èun signor disco e così, una volta tanto, lascio perdere il doveroso aplomb e ne consiglio la ricerca a chiunque ami i suoni mediterranei nella loro edizione più salmastra, suadente e sinuosa....un album che sa di sole e di pietre, di luci abbaglianti e di improvvisi tagli d'ombra, di Sicilia e di Africa, di vecchie e nuove sofferenze, di vecchi e nuovi desideri."
Roberto Sacchi su FOLKBULLETIN GIUG. 96:
"Sin dal primo ascolto la pienezza dei suoni...ci hanno fatto sospettare di essere in presenza di un autentico capolavoro....Giù il cappello, signori, e rallegriamoci: abbiamo trovato il cantautore che ci mancava: creativo e cosciente delle proprie radici, rispettoso delle tradizioni ma pronto a reinterpretarle con una intensità davvero rara....Una decina di dischi così all'anno, un Carlo Muratori in ogni regione storica d'italia e ci sentiremmo molto meno soli nella nostra piccola battaglia per la buona musica."
Marco Denti su FEEDBACK MAG 96:
"C. Muratori mantiene l'idea di un moderno trovatore: suoni ricercati e molto raffinati, un'ironia degna di nota e un velo di malinconia ancora irrisolto....Il fascino di STELLA MARIS è probabilmente nel suo non apparire, in quel modo di cantare le storie comunque senza urlare, anche se la voce è forte, nitida, calda....un cantautore che potrebbe incalzare F.Battiato sul suo stesso territorio.Con un po' di leggerezza in più."
L.Trambusti su MUCCHIO SELVAGGIO GIUG 96:
"la Sicilia di STELLA MARIS ti entra dentro lasciando una traccia indelebile...un gioiello di poesia, sentimento e cultura; qualcosa di diverso e prezioso che non potrà essere ignorato."
Paolo. De Bernardin su REPUBBLICA 24/LUG/96:

"...è un grande artista fuori dal coro che ripercorre i moderni linguaggi della musica popolare intriso di cultura mediterranea... Un viaggio in una terra senza tempo."
C.Spotti su NEW AGE LUG 96:

"a colpire, a parte la lucida determinazione di questo siciliano assai poco fatalista, sono la forza comunicativa dei brani, la capacità di rendersi totalmente accessibili anche a chi non frequenta abitualmente la cultura popolare dell'isola."
Alberto Soncini su ROCKSTAR SETT 96:

"in STELLA MARIS il cantautore getta tutte le scorie genetiche accumulate col succedersi di razze padrone e predone che hanno attecchito, arricchito e depauperato la sua terra natia.Il tutto filtrato con un'ottica che considera il tempo una matassa di filo senza interruzioni, dove i motivi tradizionali sono freschi come pesce appena sbarcato e le canzoni scritte l'altro ieri hanno il respiro dell'eternità.. questo disco è qualcosa di raro ed universale da proporre anche all'estero."
Con i complimenti di Fabrizio De Andrè (su BUSCADERO GEN 97).

Cd PLICA POLONICA– IRD 2001

Senza paura di esagerare, se la bravura di un musicista non si misura in copie di dischi vendute, Carlo Muratori è fra i migliori cantautori italiani in attività. Musica, la sua, che profuma di world ma che è anche intrisa di folk, o meglio, di ricerca delle proprie radici: come accade ascoltando l’opera di tesori nazionali quali Franco Battiato e Fabrizio De André oppure di grandi trovatori provenienti dall’altro emisfero come Caetano Veloso (…) Un disco che non è né un’opera difficile né per pochi: semmai un album da ascoltare con attenzione e da apprezzare per come il protagonista riesce a svicolare i soliti, stantii cliché della musica nostrana. (…) Il tutto cucito con una finezza, una passione e una qualità che tutte le grandi produzioni, cui siamo abituati oggidì, non potranno mai possedere. (Cico Casartelli DELROCK.IT)

Una crescita artistica che raggiunge vette di alto respiro. I legami con la terra d'origine - la Sicilia - restano soprattutto di tipo culturale, inevitabili per un musicista che da sempre scava nelle radici popolari, e che si esprimono essenzialmente nel cantato in dialetto e in due citazioni del repertorio tradizionale. Sia queste ultime, però, sia i brani originali vanno a reinterpretare la grande melodia e le grandi emozioni senza tempo per arrivare a nuove soluzioni dove la canzone d'autore (quella con una storia da raccontare, un linguaggio appropriato ed un significato sonoro) allarga le radici - il tutto condito da canoni espressivi altri come il rock, il jazz, il blues, il tango-fino a superare i confini espressivi d'origine. (Gianni Nicola Caracoglia – ROCKSTAR FEB 2001)

Plica Polonica" è un gran bel disco. Addirittura, se riuscisse a mantenere il livello strabiliante dell'iniziale "Ppi tia stasira", canzone che respira di sole, vento e voci d'altrove, sarebbe una delle cose più belle incise in Europa in ambito “etnico”. Forse lo è comunque, visto che "Sammastianu" può contare sulla stessa travolgente unione di epos ritmico. suggestioni arabe e impeccabile arrangiamento acustico, (…) Che poi, data la situazione del mercato musicale italiano, muovere critiche a un disco come questo è proprio da scemi. Ma si sa che a quelli bravi come Muratori (che viaggia a livelli inarrivabili per il 90% dei suoi colleghi italiani) si chiede sempre un po' di più. (Antonio Vivaldi – ROCKERILLA FEB 2001)

Che sia poetica e trasognata (Kujeta la menti) o più agguerrita ed etnica, la propensione musicale di Carlo Muratori non lascia mai indifferenti. In essa si stratificano storie antiche e voglia di esprimersi senza nostalgie gratuite (…) Plica Polonica appare così come un atto di sopravvivenza dell'arte nei confronti dell'omologazione dei prodotti di fabbrica, di qualsiasi tipo: (…) e licenzia almeno tre piccoli capolavori (Fimmina, Sammastianu, la già sentita Turi nun parrò). Il segreto di una tale ricchezza espressiva sta proprio nella fierezza con cui viene porta, nella scelta di comunicare prima che di vendere.Mentre la frammentazione che intride ogni nostro movimento attuale ripropone con urgenza il problema delle tradizioni e delle culture linguistiche, Plica Polonica - Non tagliate quella treccia raffigura sicuramente una via di fuga da seguire per ricostruire meglio il presente riprendendo possesso del proprio passato. (John Vignola – MUCCHIO SELVAGGIO FEB 2001)

Possiamo soltanto prevedere (ma è una facile previsione) che “Plica Polonica” verrà inserito fra gli immancabili “dischi da portare nell’isola deserta”, a testimonianza del nostro folclore più nobile. Difficile resistere alla bellezza cristallina di brani quali “Rosamarina”, “Ppi tia stasira”, “Vitti ‘na navi”, “Sammastianu”, “Sutta li to’ finestri”, “Kujeta la menti”. Una perla. (Enzo Pavoni – AUDIOREVIEW FEB 2001)

(…)Otto canzoni inedite e due frammenti tradizionali costituiscono la sua ossatura, forte e densa di sostanza come tutte le più recenti produzioni di Carlo.(…) “Plica Polonica” aggiunge ai precedenti “Stella Maris” e “Canti e Incanti” una sensibile compattezza dal punto di vista dell’amalgama strumentale; al primo ascolto emergono le chitarre, le ritmiche fantasiose delle percussioni, un suono di presa immediata, secco, essenziale eppure saporito e profumato. Poi, via via, come sfogliando un libro di immagini, dopo i suoni si apprezzano le storie raccontate, i personaggi come Turi, l’attimo fuggente, i sogni (o forse gli incubi) di visioni fra realtà e fantasia, le invocazioni, l’essere donna, Madre…temi cari a Muratori, protagonisti di canzoni di oggi, espressioni di ansie e valori, attese e sofferenze di sempre. I riferimenti alla tradizione, nelle sue composizioni, non sono mai pretesti, non sono tributi a mode correnti, così come il ricorso a una lingua non convenzionale; così come la riproposta di frammenti etnografici è inserita a pieno titolo in una dimensione poetica nuova, come le storie raccontate in una sorta di tempo parallelo, in un mondo altro, forse quello delle “ronni di casa” e della loro treccia, forse quello di oggi con tutte le sue contraddizioni. Non c’è serenità buonista, non c’è arcadia, nemmeno la memoria sembra tranquillizzare…Carlo Muratori è, nel suo modo tutto personale, uno dei migliori interpreti delle angosce e del disincanto di chi vive nel 2001.(Roberto G. SACCHI su FOLK BULLETIN Marzo 2001)

Cd CARLO MURATORI E I CILLIRI - WMM 2003

Da World Music Magazine marzo 2003

L’opera di Carlo Muratori, musicista, compositore,etnomusicologo, didatta, personaggio comunque di frontiera e sempre un passo più avanti degli altri, proprio perché ben certo delle orme lasciate in passato, riteniamo avrà in futuro la considerazione che si tributa ai grandi. Quando si tratterà di ricostruire la trama, il textum di fili incrociati che hanno fatto da retroterra fondante al cosiddetto “folk revival” dell’Italia del secondo dopoguerra molti discorsi dovranno tenere in considerazione la sua opera, ben documentata in una vicenda di vita intensa e polimorfa (oggi più che mai) , ancor meglio scandita in una serie di tappe discografiche che viaggiano in parallelo su due filoni distinti, ma senz’altro non antinomici: la ricerca sul campo, con conseguente rielaborazione critica dei moduli espressivi vocali e strumentali tramandati oralmente, l’invenzione di un nuovo modo di creare canzone popolare che sappia lavorare sul crinale difficile del rispetto e della ricerca. Chi è più giovane senz’altro ricorderà il nome di Carlo Muratori come straordinario ospite del magnifico Thapsos di Riccardo Tesi, un sodalizio fra “inventori della tradizione” che sta continuando nel tempo, e prepara altri frutti memorabili. Lì Carlo Muratori era anche autore di alcune tracce splendide ed intense, un ponte fra Sicilia e Toscana mediato dai filtri innumerevoli che le musiche del Mediterraneo sanno attivare in benefico cortocircuito, da quando i migliori musicisti hanno imparato a puntare le antenne sulla ”musica che gira attorno”. O, ancora, è possibile che chi si è avvicinato alle musiche d’autore negli ultimi anni si sia imbattuto in Plica polonica, raffinato esercizio di stile sulla possibilità di creare una musica d’autore con il profumo della grande canzone popolare. Gli affondi potrebbero anche sondare il terreno di qualche anno prima; e non sarebbe difficile trovare, in quel poco che può fare la ricerca sulle fonti scritte, chi per i lavori di Carlo Muratori (Canti e Incanti, 1994, Stella Maris, 1996) parlò di opere degne della grandezza della riflessione di De André in Creuza de mä.
Guido Festinese

Cd SICILY– EKOMUSIC 2005

Da Alias, IL MANIFESTO del 6 MARZO
(…) Pagine snobbate, in ultima analisi, sia dalla ricerca etnomusicologica che dall'accademia. Invece è "classica canzone siciliana d'autore", un corpus spurio e semicolto, una teoria di canzuneddi che rivendicano la forza agglutinante della musica popolare nella formazione di un'identità isolana. Lo stile suadente di Muratori offre una soluzione diplomatica all'insoluta polemica sull'autenticità. Lui non ricostruisce ma media, mette in gioco l'approccio individuale, si prende i rischi e il vento in faccia.
di Marco Boccitto

Da FOLK BULLETIN Marzo 2005
(…)l'abilità di Muratori nel recuperare queste canzoni è stata quella di averle "sottratte a quella patina di insopportabile banalità frullata dai vari canterini dell'isola". La ricetta con cui Carlo affronta e vince la battaglia è quella che vede una robusta dose di voce, la sua, bella e più misurata del solito. Pochissimi strumenti: le sue corde, un basso, percussioni e un pizzico di scacciapensieri, cosi quanto basta. E la Sicilia è servita, quella vera,quella bella. Pronta per farsi conoscere con il suo vero volto musicale in Italia e nel resto del mondo.
di Enrico Lucchesi

Dal “Giornale di Sicilia” del 5 gennaio 2005
Una vera chicca il nuovo cd di Carlo Muratori. «Sicily» (Eko music/ Egea) è l’ennesima scelta vincente del cantautore siracusano. Abile nel rielaborare i classici canti popolari anonimi, resi nel passato ancora più grossolani dai tradizionali strumenti come la fisarmonica o il tamburello, Muratori ne fa delle autentiche opere d’arte. La sua maestria non consiste solo nell’avere rispolverato questi canti di tradizione orale. Egli ne ha ridisegnato l’atmosfera grazie all’arrangiamento acustico, eliminando la sezione ritmica e raggiungendo livelli altissimi, dove la raffinatezza degli accordi rende ancora più soave il dialetto siciliano.
Claudia Anelli

dal sito www.girodivite.it
Con straordinaria maestria ed efficacia, Muratori riesce a scivolare dalle tematiche più leggere e giocose di canti come "Si maritau Rosa", "Mi votu e mi rivotu" (introdotta da una simpatica digressione sul sistema elettorale...), "'U sciccareddu", cantata con il prezioso ausilio di uno spettatore, "E vui durmiti ancora" e "A lu mircatu", alla storia tragica e sofferta di Rosa Balistreri, alla quale rende omaggio reinterpretando "Rosa canta e cunta", vera e propria autobiografia dell'autrice. Parla molto, Muratori. Coglie spunti da ogni parte, e coinvolge. Il pubblico ride, si diverte, si ritrova. "Rimbambinisce" suggerisce il cantautore: ritorna bambino.

di s. d., pubblicato il 22 marzo 2005 - 42 letture

www.lucaferrari.net/articoli.php
(…)Un disco davvero inconsueto, questo “Sicily”, bello a partire dal packaging ricercato (volutamente ironici titolo e foto di copertina?) che tradisce - e giustamente - aspirazioni internazionali. Appassionato ricercatore e rielaboratore della tradizione, certo, ma anche grande compositore e interprete di canzoni (d’autore...), ha raggiunto negli anni una cifra artistica assolutamente personale, tale da far cadere inesorabilmente ogni distinzione di genere. Uno dei pochi musicisti a 360 gradi di questo sventurato, insensibile, ingrato Paese.

"Rockerilla" febbraio 2005 Ascoltare questa raccolta di canzoni di Carlo Muratori è come assaporare qualcosa di antico e genuino: un gusto di cui è più facile apprezzare la preziosa rarità proprio perché è già. in qualche maniera, riposto nella nostra memoria. Il concetto di Sicilia, come si sa, va di pari passo con la passione, intesa in senso soprattutto profano,ed è quindi con i brani dove più chiara è l'ispirazione sentimentale ("Mi Votu e mi rivotu", "Carritteri", "Nun Ti lassu", "E Vui Durmiti Ancora", "Vinni A Cantari") o apertamente erotica ("Tarantella d'amuri", "Ntintiri 'Ntontiri"), che riusciamo ad apprezzare in pieno quello spirito siciliano, fiero, indomito ma anche profondamente romantico, che Muratori in questo disco ha saputo fotografare in maniera magistrale.

Maurizio Marino

Da“Rock Star” marzo 2005
(…) Muratori restituisce dignità e valore a "Vitti 'na crozza", "Ciuri ciuri", "Mi votu e mi rivotu", "Lu sciccareddu", "Rosa canta e cunta" e tante altre canzoni. Un lavoro certosino, raffinato e squisito nella sua fattura e nella confezione.
Paolo De Bernardin

Da “La Sicilia” del 2 febbraio 2005
Carlo Muratori conferma il suo piglio critico e indagatore, lontano dai luoghi comuni perpetrati da certo stantio folk, torna a riproporsi con un nuovo lavoro discografico, "Sicily" per l'appunto (etichetta Eko Music), coerente con il diktat laborioso sul crinale, diceva Guido Festinese di World Music, del rispetto e della ricerca. Sono ventuno i brani che tra letteratura orale e arrangiamenti assolutamente inediti e dunque originali riprendono la trama di una Sicilia stanca, mai vecchia tuttavia, la culla madre di Sciascia "gravida di misteri", l'anima contraddetta e satura degli audaci contrasti. "Sobri arrangiamenti di strumenti a corda, -osserva Sergio Bonazinga docente di antropologia dell'Università di Palermo - abolizione di fisarmoniche e tamburellate, voce misurata, magari ironica, mai scontata. E poi la scelta di mettere insieme alle canzoni da gruppo folkloristico anche alcuni canti pregevoli tratti dal corpus di musiche siciliane di Alberto Favara. Un'opera di mediazione culturale riuscita".
VERONICA TOMASSINI

"Vivere" del 9 febbraio 2005
Sicily rappresenta per Muratori un piacevole intermezzo nella sua attività di cantautore: il prossimo disco d'autore, che partirà come spunto dalla memoria delle miniere del centro Isola, è già a metà del cammino. Sicily, invece, è nato al chiuso dello studio di Muratori che si è divertito a rileggere le corde delle sue chitarre in chiave nuova rispetto al repertorio da proporre. Non mancano le contaminazioni sonore, che rappresentano una costante sin da quando ha abbracciato la carriera solista: per alcuni brani si possono apprezzare arrangiamenti "americani", in altri innesti celtici.
Gianni Nicola Caracoglia

Da World Music Magazine marzo- aprile 2005
Su Sicily bisogna dire subito chiaramente due cose: si tratta di un bel disco e di un'esperienza sinceramente controcorrente. Parlando di Carlo Muratori e del suo finissimo percorso fra canzone d'autore e sguardo alle radici difficilmente si può pensare ad un disco brutto, ma Sicily rappresenta un vertice nell'accuratezza degli arrangiamenti, negli equilibri sonori sorvegliatissimi eppure eleganti che danno un respiro nuovo ad un materiale apparentemente piuttosto noto: Sicily è un composito affresco dell'immaginario musicale siciliano con una capacità narrativa, in questo senso, che non ha nulla da invidiare a un quadro di Guttuso, una poesia di Quasimodo o un film di Coppola. È un modo rinnovato di amare la Sicilia e le sue contraddizioni agrodolci. In fin dei conti è terra d'agrumeti sin dalla notte dei tempi.
Ettore Castagna

 






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