il progetto
CARLO MURATORI
ovvero della NUOVA CANZONE D’AUTORE
Pier
Paolo Pasolini considerava la canzone popolare siciliana come uno dei
fenomeni musicali primari nel variegato mondo delle culture di tradizione
orale di radice italica. La posizione geografica dell’isola e gli eventi
storici che nel suo territorio si sono succeduti, i popoli che per le
sue terre sono transitati, hanno determinato la stratificazione unica
ed irripetibile di melodie, ritmi, versi, timbri di cui si sono giovati
in qualche modo tutti i canti popolari italiani.
Carlo
Muratori non è propriamente un folk singer. E’ un musicista siracusano,
compositore e studioso di musica etnica; come si direbbe oggi: un cantautore,
se non fosse che egli predilige maggiormente il termine cantastorie.
Conosce abbastanza bene il mondo delle tradizioni e delle musiche popolari
della sua terra, ma non per questo si è fermato solo alle re-interpretazioni
o al revival. Da più di un decennio scrive le sue canzoni, dove l’uso
del siciliano o della lingua è una precisa scelta di natura stilistica,
prima che identitaria. Il suo è un testa-coda letterario tra le sue
radici e la coscienza dell’artista contemporaneo, che sceglie di vivere
e di produrre al Sud.
Per questo motivo Carlo Muratori ci fa conoscere una sua Sicilia; probabilmente
dopo il suo concerto crederemo di averla “finalmente” conosciuta. Spiandola
dal buco della una serratura osserveremo vizi e virtù di una civiltà
antica che non smette mai di dare segni di vita e di sorprendere. Dai
canti dei carrettieri dell’ottocento, alle ballate per la strage di
Capaci, dalle preghiere dei tonnaroti ai disagi del vivere nelle periferie
del caos di Catania o Palermo; dalle filastrocche e i canti giocosi
per “lu sceccu” (l’asino) alle nuove canzoni nate dentro i petrolchimici
delle coste siciliane.
La nuova canzone d’autore, insomma; sulla scia del cammino tracciato
dal grande De Andrè, suo personale amico ed estimatore, e a cui viene
spesso paragonato anche dai critici musicali
Il programma del concerto prevede l’esecuzione di brani
tratti dai suoi ultimi lavori discografici
CANTI E INCANTI
STELLA MARIS
PLICA POLONICA
SICILY
ed inediti in prima assoluta…..
biografia
Carlo
Muratori è oggi in Sicilia una delle
figure di riferimento nel campo della musica e delle tradizioni popolari.
E' un compositore che vive a Siracusa, sua città natale.
Ha cominciato a dedicarsi allo studio della cultura popolare siciliana
negli anni settanta, collaborando con Antonino Uccello all'interno
della Casa Museo di Palazzolo Acreide.
Nel 1977 ha formato I CILLIRI, un gruppo musicale con il quale
ha divulgato alcuni dei canti popolari di lavoro, di lotta, d'amore
portati alla luce con le sue ricerche.
Con I Cilliri ha eseguito decine di concerti in tutta la Sicilia ed
ha inciso due album SUTTA 'N VELU 1979 e DDA BBANNA A MUNTAGNA
1980.
Nel maggio 1987, pubblicando l'album AFRODITE, inizia la sua
carriera da solista.
A commento musicale del libro di Luigi Lombardo CATASTROFI E STORIE
DI POPOLO, sul terremoto del 1693, incide nel 1993 un rifacimento
dei canti di cantastorie dell'epoca sul disastroso evento.
Nel 1994 firma un contratto discografico con la CGD - WARNER per
la quale ha pubblicato CANTI E INCANTI (Nov 94), e STELLA
MARIS (Mar 96). Con il primo cd ha vinto a Dicembre 94 il premio
nazionale Piero Ciampi come miglior cd dell'anno. A Marzo 1995 la rivista
MAX e il Gruppo Giornalisti Musicali lo ha annoverato tra i migliori
15 autori nazionali. Le recensioni su tutte le riviste specializzate
(e non) sono state entusiaste e pressoché unanimi. Due brani
dell'album sono stati utilizzati come colonna sonora de LA PIOVRA
7. Con Stella Maris ha vinto il primo premio nel referendum indetto
da Vivere Giovani (del quotidiano La Sicilia) come miglior album 96.
Nel Giugno 1997, a Vercelli, è stato chiamato a rappresentare
la Sicilia a FOLKERMESSE, l'orchestra sperimentale di musica
etnica formata da i musicisti italiani più rappresentativi del
genere (Ambrogio Sparagna, Riccardo Tesi, Daniele Sepe, Elena Ledda,
Lucilla Galeazzi ed altri). Ha inciso nel dicembre 97 STIDDA DI L'ORIENTI-
echi di canti natalizi della gente di Sicilia.
A Dicembre 98 è stato invitato (in rappresentanza dell'Italia)
all'IBM Word Music Festival di Belo Horizonte in Brasile, classificandosi
al primo posto nella classifica di gradimento stilata dal pubblico e
dalla critica della Rassegna. A Marzo 99, prodotto dall'AICS di Siracusa,
ha pubblicato PESAH elaborazioni per coro polifonico ed orchestra
da camera delle lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia.
Nel gennaio 2001 è uscito PLICA POLONICA , il suo ultimo
lavoro discografico cantautorale.
A Marzo 2004 è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista nazionale
WORLD MUSIC MAGAZINE il cd contenente la ri-masterizzazione in
digitale dei due vinile de I Cilliri usciti negli anni 80.
Organizza e dirige la rassegna LITHOS-transiti a sud est, una
rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea giunta
quest'anno alla settima edizione; con degli itinerari culturali che
attraversano la provincia di Siracusa.
Collabora spesso con altri musicisti, quali i Calicanto, il Parto
delle Nuvole Pesanti, Daniele Sepe, Riccardo Tesi e Banditalina
per i quali ha scritto i brani Thapsos, Fammi Ballare, Largo Walzer
e Lune riscuotendo notevole successi di critica e di vendite.
A Gennaio 2005 per Ekomusic è uscito SICILY una
raccolta di 21 classiche canzoni siciliane re-interpretate; il cd è
stato insignito del premio nazionale per la musica popolare di Loano(SV).
i musicisti
 |
Maria
Teresa ARTURIA
melodica |
 |
Francesco
BAZZANO
batteria e percussioni |
 |
Marco
CARNEMOLLA
basso |
 |
Massimo
GENOVESE
chitarre |
 |
Carlo
MURATORI
voce e chitarre |
 |
Danila
SEVERINO
vocalist |
discografia

la stampa
Cd CANTI E INCANTI e STELLA MARIS - CGD 1994 - 1996
Davide Sapienza sul BUSCADERO MAR 96: "Muratori giunge
al secondo album confermandosi figura di primo piano anche per la nostra
agonizzante cultura di massa...la vita e l'esperienza di Carlo Muratori
siano da testimonianza di una terra spesso crudele con i propri frutti
migliori".
Antonio Vivaldi su ROCKERILLA MAGG 96: "Questo èun signor
disco e così, una volta tanto, lascio perdere il doveroso aplomb
e ne consiglio la ricerca a chiunque ami i suoni mediterranei nella
loro edizione più salmastra, suadente e sinuosa....un album che
sa di sole e di pietre, di luci abbaglianti e di improvvisi tagli d'ombra,
di Sicilia e di Africa, di vecchie e nuove sofferenze, di vecchi e nuovi
desideri."
Roberto Sacchi su FOLKBULLETIN GIUG. 96: "Sin dal primo ascolto
la pienezza dei suoni...ci hanno fatto sospettare di essere in presenza
di un autentico capolavoro....Giù il cappello, signori, e rallegriamoci:
abbiamo trovato il cantautore che ci mancava: creativo e cosciente delle
proprie radici, rispettoso delle tradizioni ma pronto a reinterpretarle
con una intensità davvero rara....Una decina di dischi così
all'anno, un Carlo Muratori in ogni regione storica d'italia e ci sentiremmo
molto meno soli nella nostra piccola battaglia per la buona musica."
Marco Denti su FEEDBACK MAG 96:
"C. Muratori mantiene l'idea di un moderno
trovatore: suoni ricercati e molto raffinati, un'ironia degna di nota
e un velo di malinconia ancora irrisolto....Il fascino di STELLA MARIS
è probabilmente nel suo non apparire, in quel modo di cantare
le storie comunque senza urlare, anche se la voce è forte, nitida,
calda....un cantautore che potrebbe incalzare F.Battiato sul suo stesso
territorio.Con un po' di leggerezza in più."
L.Trambusti su MUCCHIO SELVAGGIO GIUG 96:
"la Sicilia di STELLA MARIS ti entra
dentro lasciando una traccia indelebile...un gioiello di poesia, sentimento
e cultura; qualcosa di diverso e prezioso che non potrà essere
ignorato."
Paolo. De Bernardin su REPUBBLICA 24/LUG/96:
"...è un grande artista fuori dal coro che ripercorre i
moderni linguaggi della musica popolare intriso di cultura mediterranea...
Un viaggio in una terra senza tempo."
C.Spotti su NEW AGE LUG 96:
"a colpire, a parte la lucida determinazione di questo siciliano
assai poco fatalista, sono la forza comunicativa dei brani, la capacità
di rendersi totalmente accessibili anche a chi non frequenta abitualmente
la cultura popolare dell'isola."
Alberto Soncini su ROCKSTAR SETT 96:
"in STELLA MARIS il cantautore getta tutte le scorie genetiche
accumulate col succedersi di razze padrone e predone che hanno attecchito,
arricchito e depauperato la sua terra natia.Il tutto filtrato con un'ottica
che considera il tempo una matassa di filo senza interruzioni, dove
i motivi tradizionali sono freschi come pesce appena sbarcato e le canzoni
scritte l'altro ieri hanno il respiro dell'eternità.. questo
disco è qualcosa di raro ed universale da proporre anche all'estero."
Con i complimenti di Fabrizio De Andrè (su BUSCADERO GEN 97).
Cd PLICA POLONICA– IRD 2001
Senza paura di esagerare, se la bravura di un musicista non si
misura in copie di dischi vendute, Carlo Muratori è fra i migliori cantautori
italiani in attività. Musica, la sua, che profuma di world ma che è
anche intrisa di folk, o meglio, di ricerca delle proprie radici: come
accade ascoltando l’opera di tesori nazionali quali Franco Battiato
e Fabrizio De André oppure di grandi trovatori provenienti dall’altro
emisfero come Caetano Veloso (…) Un disco che non è né un’opera difficile
né per pochi: semmai un album da ascoltare con attenzione e da apprezzare
per come il protagonista riesce a svicolare i soliti, stantii cliché
della musica nostrana. (…) Il tutto cucito con una finezza, una passione
e una qualità che tutte le grandi produzioni, cui siamo abituati oggidì,
non potranno mai possedere. (Cico Casartelli DELROCK.IT)
Una crescita artistica che raggiunge vette di alto respiro. I legami
con la terra d'origine - la Sicilia - restano soprattutto di tipo culturale,
inevitabili per un musicista che da sempre scava nelle radici popolari,
e che si esprimono essenzialmente nel cantato in dialetto e in due citazioni
del repertorio tradizionale. Sia queste ultime, però, sia i brani originali
vanno a reinterpretare la grande melodia e le grandi emozioni senza
tempo per arrivare a nuove soluzioni dove la canzone d'autore (quella
con una storia da raccontare, un linguaggio appropriato ed un significato
sonoro) allarga le radici - il tutto condito da canoni espressivi altri
come il rock, il jazz, il blues, il tango-fino a superare i confini
espressivi d'origine. (Gianni Nicola Caracoglia – ROCKSTAR FEB 2001)
Plica Polonica" è un gran bel disco. Addirittura, se riuscisse a mantenere
il livello strabiliante dell'iniziale "Ppi tia stasira", canzone che
respira di sole, vento e voci d'altrove, sarebbe una delle cose più
belle incise in Europa in ambito “etnico”. Forse lo è comunque, visto
che "Sammastianu" può contare sulla stessa travolgente unione di epos
ritmico. suggestioni arabe e impeccabile arrangiamento acustico, (…)
Che poi, data la situazione del mercato musicale italiano, muovere critiche
a un disco come questo è proprio da scemi. Ma si sa che a quelli bravi
come Muratori (che viaggia a livelli inarrivabili per il 90% dei suoi
colleghi italiani) si chiede sempre un po' di più. (Antonio Vivaldi
– ROCKERILLA FEB 2001)
Che sia poetica e trasognata (Kujeta la menti) o più agguerrita ed etnica,
la propensione musicale di Carlo Muratori non lascia mai indifferenti.
In essa si stratificano storie antiche e voglia di esprimersi senza
nostalgie gratuite (…) Plica Polonica appare così come un atto di sopravvivenza
dell'arte nei confronti dell'omologazione dei prodotti di fabbrica,
di qualsiasi tipo: (…) e licenzia almeno tre piccoli capolavori (Fimmina,
Sammastianu, la già sentita Turi nun parrò). Il segreto di una tale
ricchezza espressiva sta proprio nella fierezza con cui viene porta,
nella scelta di comunicare prima che di vendere.Mentre la frammentazione
che intride ogni nostro movimento attuale ripropone con urgenza il problema
delle tradizioni e delle culture linguistiche, Plica Polonica - Non
tagliate quella treccia raffigura sicuramente una via di fuga da seguire
per ricostruire meglio il presente riprendendo possesso del proprio
passato. (John Vignola – MUCCHIO SELVAGGIO FEB 2001)
Possiamo soltanto prevedere (ma è una facile previsione) che “Plica
Polonica” verrà inserito fra gli immancabili “dischi da portare nell’isola
deserta”, a testimonianza del nostro folclore più nobile. Difficile
resistere alla bellezza cristallina di brani quali “Rosamarina”, “Ppi
tia stasira”, “Vitti ‘na navi”, “Sammastianu”, “Sutta li to’ finestri”,
“Kujeta la menti”. Una perla. (Enzo Pavoni – AUDIOREVIEW FEB 2001)
(…)Otto canzoni inedite e due frammenti tradizionali costituiscono la
sua ossatura, forte e densa di sostanza come tutte le più recenti produzioni
di Carlo.(…) “Plica Polonica” aggiunge ai precedenti “Stella Maris”
e “Canti e Incanti” una sensibile compattezza dal punto di vista dell’amalgama
strumentale; al primo ascolto emergono le chitarre, le ritmiche fantasiose
delle percussioni, un suono di presa immediata, secco, essenziale eppure
saporito e profumato. Poi, via via, come sfogliando un libro di immagini,
dopo i suoni si apprezzano le storie raccontate, i personaggi come Turi,
l’attimo fuggente, i sogni (o forse gli incubi) di visioni fra realtà
e fantasia, le invocazioni, l’essere donna, Madre…temi cari a Muratori,
protagonisti di canzoni di oggi, espressioni di ansie e valori, attese
e sofferenze di sempre. I riferimenti alla tradizione, nelle sue composizioni,
non sono mai pretesti, non sono tributi a mode correnti, così come il
ricorso a una lingua non convenzionale; così come la riproposta di frammenti
etnografici è inserita a pieno titolo in una dimensione poetica nuova,
come le storie raccontate in una sorta di tempo parallelo, in un mondo
altro, forse quello delle “ronni di casa” e della loro treccia, forse
quello di oggi con tutte le sue contraddizioni. Non c’è serenità buonista,
non c’è arcadia, nemmeno la memoria sembra tranquillizzare…Carlo Muratori
è, nel suo modo tutto personale, uno dei migliori interpreti delle angosce
e del disincanto di chi vive nel 2001.(Roberto G. SACCHI su FOLK
BULLETIN Marzo 2001)
Cd CARLO MURATORI E I CILLIRI - WMM 2003
Da World Music Magazine marzo 2003
L’opera di Carlo Muratori, musicista, compositore,etnomusicologo, didatta,
personaggio comunque di frontiera e sempre un passo più avanti degli
altri, proprio perché ben certo delle orme lasciate in passato, riteniamo
avrà in futuro la considerazione che si tributa ai grandi. Quando si
tratterà di ricostruire la trama, il textum di fili incrociati che hanno
fatto da retroterra fondante al cosiddetto “folk revival” dell’Italia
del secondo dopoguerra molti discorsi dovranno tenere in considerazione
la sua opera, ben documentata in una vicenda di vita intensa e polimorfa
(oggi più che mai) , ancor meglio scandita in una serie di tappe discografiche
che viaggiano in parallelo su due filoni distinti, ma senz’altro non
antinomici: la ricerca sul campo, con conseguente rielaborazione critica
dei moduli espressivi vocali e strumentali tramandati oralmente, l’invenzione
di un nuovo modo di creare canzone popolare che sappia lavorare sul
crinale difficile del rispetto e della ricerca. Chi è più giovane senz’altro
ricorderà il nome di Carlo Muratori come straordinario ospite del magnifico
Thapsos di Riccardo Tesi, un sodalizio fra “inventori della tradizione”
che sta continuando nel tempo, e prepara altri frutti memorabili. Lì
Carlo Muratori era anche autore di alcune tracce splendide ed intense,
un ponte fra Sicilia e Toscana mediato dai filtri innumerevoli che le
musiche del Mediterraneo sanno attivare in benefico cortocircuito, da
quando i migliori musicisti hanno imparato a puntare le antenne sulla
”musica che gira attorno”. O, ancora, è possibile che chi si è avvicinato
alle musiche d’autore negli ultimi anni si sia imbattuto in Plica polonica,
raffinato esercizio di stile sulla possibilità di creare una musica
d’autore con il profumo della grande canzone popolare. Gli affondi potrebbero
anche sondare il terreno di qualche anno prima; e non sarebbe difficile
trovare, in quel poco che può fare la ricerca sulle fonti scritte, chi
per i lavori di Carlo Muratori (Canti e Incanti, 1994, Stella Maris,
1996) parlò di opere degne della grandezza della riflessione di De André
in Creuza de mä.
Guido Festinese
Cd SICILY– EKOMUSIC 2005
Da Alias, IL MANIFESTO del 6 MARZO
(…) Pagine snobbate, in ultima analisi, sia dalla ricerca etnomusicologica
che dall'accademia. Invece è "classica canzone siciliana d'autore",
un corpus spurio e semicolto, una teoria di canzuneddi che rivendicano
la forza agglutinante della musica popolare nella formazione di un'identità
isolana. Lo stile suadente di Muratori offre una soluzione diplomatica
all'insoluta polemica sull'autenticità. Lui non ricostruisce ma media,
mette in gioco l'approccio individuale, si prende i rischi e il vento
in faccia.
di Marco Boccitto
Da FOLK BULLETIN Marzo 2005
(…)l'abilità di Muratori nel recuperare queste canzoni è stata quella
di averle "sottratte a quella patina di insopportabile banalità frullata
dai vari canterini dell'isola". La ricetta con cui Carlo affronta e
vince la battaglia è quella che vede una robusta dose di voce, la sua,
bella e più misurata del solito. Pochissimi strumenti: le sue corde,
un basso, percussioni e un pizzico di scacciapensieri, cosi quanto basta.
E la Sicilia è servita, quella vera,quella bella. Pronta per farsi conoscere
con il suo vero volto musicale in Italia e nel resto del mondo.
di Enrico Lucchesi
Dal “Giornale di Sicilia” del 5 gennaio 2005
Una vera chicca il nuovo cd di Carlo Muratori. «Sicily» (Eko music/
Egea) è l’ennesima scelta vincente del cantautore siracusano. Abile
nel rielaborare i classici canti popolari anonimi, resi nel passato
ancora più grossolani dai tradizionali strumenti come la fisarmonica
o il tamburello, Muratori ne fa delle autentiche opere d’arte. La sua
maestria non consiste solo nell’avere rispolverato questi canti di tradizione
orale. Egli ne ha ridisegnato l’atmosfera grazie all’arrangiamento acustico,
eliminando la sezione ritmica e raggiungendo livelli altissimi, dove
la raffinatezza degli accordi rende ancora più soave il dialetto siciliano.
Claudia Anelli
dal sito www.girodivite.it
Con straordinaria maestria ed efficacia, Muratori riesce a scivolare
dalle tematiche più leggere e giocose di canti come "Si maritau Rosa",
"Mi votu e mi rivotu" (introdotta da una simpatica digressione sul sistema
elettorale...), "'U sciccareddu", cantata con il prezioso ausilio di
uno spettatore, "E vui durmiti ancora" e "A lu mircatu", alla storia
tragica e sofferta di Rosa Balistreri, alla quale rende omaggio reinterpretando
"Rosa canta e cunta", vera e propria autobiografia dell'autrice. Parla
molto, Muratori. Coglie spunti da ogni parte, e coinvolge. Il pubblico
ride, si diverte, si ritrova. "Rimbambinisce" suggerisce il cantautore:
ritorna bambino.
di s. d., pubblicato il 22 marzo 2005 - 42 letture
www.lucaferrari.net/articoli.php
(…)Un disco davvero inconsueto, questo “Sicily”, bello a partire dal
packaging ricercato (volutamente ironici titolo e foto di copertina?)
che tradisce - e giustamente - aspirazioni internazionali. Appassionato
ricercatore e rielaboratore della tradizione, certo, ma anche grande
compositore e interprete di canzoni (d’autore...), ha raggiunto negli
anni una cifra artistica assolutamente personale, tale da far cadere
inesorabilmente ogni distinzione di genere. Uno dei pochi musicisti
a 360 gradi di questo sventurato, insensibile, ingrato Paese.
"Rockerilla" febbraio 2005 Ascoltare questa raccolta di canzoni di Carlo
Muratori è come assaporare qualcosa di antico e genuino: un gusto di
cui è più facile apprezzare la preziosa rarità proprio perché è già.
in qualche maniera, riposto nella nostra memoria. Il concetto di Sicilia,
come si sa, va di pari passo con la passione, intesa in senso soprattutto
profano,ed è quindi con i brani dove più chiara è l'ispirazione sentimentale
("Mi Votu e mi rivotu", "Carritteri", "Nun Ti lassu", "E Vui Durmiti
Ancora", "Vinni A Cantari") o apertamente erotica ("Tarantella d'amuri",
"Ntintiri 'Ntontiri"), che riusciamo ad apprezzare in pieno quello spirito
siciliano, fiero, indomito ma anche profondamente romantico, che Muratori
in questo disco ha saputo fotografare in maniera magistrale.
Maurizio Marino
Da“Rock Star” marzo 2005
(…) Muratori restituisce dignità e valore a "Vitti 'na crozza", "Ciuri
ciuri", "Mi votu e mi rivotu", "Lu sciccareddu", "Rosa canta e cunta"
e tante altre canzoni. Un lavoro certosino, raffinato e squisito nella
sua fattura e nella confezione.
Paolo De Bernardin
Da “La Sicilia” del 2 febbraio 2005
Carlo Muratori conferma il suo piglio critico e indagatore, lontano
dai luoghi comuni perpetrati da certo stantio folk, torna a riproporsi
con un nuovo lavoro discografico, "Sicily" per l'appunto (etichetta
Eko Music), coerente con il diktat laborioso sul crinale, diceva Guido
Festinese di World Music, del rispetto e della ricerca. Sono ventuno
i brani che tra letteratura orale e arrangiamenti assolutamente inediti
e dunque originali riprendono la trama di una Sicilia stanca, mai vecchia
tuttavia, la culla madre di Sciascia "gravida di misteri", l'anima contraddetta
e satura degli audaci contrasti. "Sobri arrangiamenti di strumenti a
corda, -osserva Sergio Bonazinga docente di antropologia dell'Università
di Palermo - abolizione di fisarmoniche e tamburellate, voce misurata,
magari ironica, mai scontata. E poi la scelta di mettere insieme alle
canzoni da gruppo folkloristico anche alcuni canti pregevoli tratti
dal corpus di musiche siciliane di Alberto Favara. Un'opera di mediazione
culturale riuscita".
VERONICA TOMASSINI
"Vivere" del 9 febbraio 2005
Sicily rappresenta per Muratori un piacevole intermezzo nella sua attività
di cantautore: il prossimo disco d'autore, che partirà come spunto dalla
memoria delle miniere del centro Isola, è già a metà del cammino. Sicily,
invece, è nato al chiuso dello studio di Muratori che si è divertito
a rileggere le corde delle sue chitarre in chiave nuova rispetto al
repertorio da proporre. Non mancano le contaminazioni sonore, che rappresentano
una costante sin da quando ha abbracciato la carriera solista: per alcuni
brani si possono apprezzare arrangiamenti "americani", in altri innesti
celtici.
Gianni Nicola Caracoglia
Da World Music Magazine marzo- aprile 2005
Su Sicily bisogna dire subito chiaramente due cose: si tratta di un
bel disco e di un'esperienza sinceramente controcorrente. Parlando di
Carlo Muratori e del suo finissimo percorso fra canzone d'autore e sguardo
alle radici difficilmente si può pensare ad un disco brutto, ma Sicily
rappresenta un vertice nell'accuratezza degli arrangiamenti, negli equilibri
sonori sorvegliatissimi eppure eleganti che danno un respiro nuovo ad
un materiale apparentemente piuttosto noto: Sicily è un composito affresco
dell'immaginario musicale siciliano con una capacità narrativa, in questo
senso, che non ha nulla da invidiare a un quadro di Guttuso, una poesia
di Quasimodo o un film di Coppola. È un modo rinnovato di amare la Sicilia
e le sue contraddizioni agrodolci. In fin dei conti è terra d'agrumeti
sin dalla notte dei tempi.
Ettore Castagna