Teatro del Canovaccio
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Responsabile Ufficio Stampa: Anna Alberti info@teatrodelcanovaccio.it
Variazionienigmatiche 
di Eric-Emmanuel Schmitt

“Avere certezze è confortante,  ma è necessario perderle. Non ci si puòsempre proteggere dalla vita con le proprie scelte, le convinzioni,l’ideologia: la vita sorprende in ogni momento, smentisce, sconcerta, impone isuoi misteri. Nessuna posizione astratta resiste contro la vita.”[E.E. Schmitt]  
Variazioni enigmatiche è una storia che esplora l'intimo dell'animo umano. Unastoria di menzogne e di verità. Una storia di doppiezze, di sentimenti celati,di amori che la crudezza della vita ci sottrae, di speranza che altri rapportipossano crearsi...Il testo si snoda sotto forma diun’intervista. Un giornalista, Erik Larsen, va ad intervistare lo scrittorepremio Nobel Abel Znorko. Ma l’intervista è solo un pretesto per scoprire iveri motivi che hanno spinto Znorko a pubblicare un romanzo epistolare dienorme successo, “L’amore inconfessato”. Nell’intenso dialogo fra i dueprotagonisti si scopriranno diverse verità, ma nessuno di essi vorrà svelareall’altro il suo “segreto”.Un testo di grande fascino, Variazioni enigmatiche, che affronta igrandi temi della nostra esistenza. Si parla di vita e di morte, di passioneamorosa e di tradimenti, di verità e di menzogne, della grandezza di Dio edella grandezza dell’uomo… Un testo che “disturba” lo spettatore,sollecitandolo a “trasmettere le sue umane sensazioni”.   

Interpreti:Giovanni Arezzo e Massimo Leggio 
e la partecipazione di Laura  Guardiano 
Musicheoriginali:  Edward Elgar 
Scene e costumi: Daniela Antoci 
Regia: Franco Giorgio 
 
FRANCO GIORGIO
Turn Over
di Plinio Milazzo


Più che note di regia sono appunti di un narratore: Turn over è un termine inglese usato nel mondo del calcio per descrivere la “rotazione” dei giocatori in campo della rosa di una squadra di calcio.Partendo da questa parola anglofona sportiva, ha preso sempre più vita una storia di tre uomini dei giorni nostri, quarantenni incastrati in patetiche partite di calcetto e serate mondane nel vano tentativo di buggerare l’età che avanza. Tre amici da sempre ma che vivono esperienze ed emozioni a “rotazione” tra di loro, un “turn over” di confidenze, segreti e amori condivisi a scapito dell’uno o dell’altro amico. Dentro lo spoglioiatoio delle vergogne,il regno maschile del purché se ne parli (vogliamo credere così, ma sappiamo che succede lo stesso anche in quello femminile…), i tre uomini, come soldati di una caserma, si troveranno a confidarsi di gesta erotiche selvagge, spesso a pagamento e quasi sempre inventate.Quell’amicizia storica, che porta tre caratteri tanto diversi, ad uniformarsi negli anni con regole goliardiche e stili di vita alquanto discutibili.Ovidio il notaio, quello ricco, il presidente da sempre,  che con i soldi può avere tutto ciò che vuole, la posizione sociale, una moglie bellissima, la spesa a domicilio e perfino i suoi migliori amici, perché li ha comprati come tali.Mario, amico sempre presente, la spalla su cui poter contare nel momento del bisogno, che ha sempre sofferto per amore in relazioni a cui credeva ma che puntualmente si rivelano inconsistenti per tradimenti innescati da Andrea, il terzo amico, quello spaccone, che sta sempre al centro dell’ attenzione,  che fa della conquista femminile, la sua unica ragione di vita.Un trio così assortito, in una serata tra amici, calcetto, cena ippovitaminica (polpette di carne di cavallo) e un puttan tour vintage anni ‘90, si ritroverà a vomitarsi addosso 25 anni di amicizia, rivendicazioni sociali, tradimenti veri e presunti, fino allo scontro finale irreparabile.  Ma si sa, che l’amicizia quella vera, supera ogni ostacolo e ritorna piu forte che mai. L’importante è saper gestire bene le forze, come un allenatore che deve scegliere tra 23 giocatori solo gli 11 che ogni domenica scenderanno in campo e mantenere lo stesso il gruppo forte e compatto, anche  gli amici in tre, per fare in modo che le cose vadano bene, devono saper usare il “turn over”.




 
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Interpreti: Plinio Milazzo, Francesco "François"     
                          Turrisi e Giuseppe Calaciura
Strass
...se avete dei neuroni, lasciateli a casa!
di Bruno Cortini e le Sicilia Sisters

Donne vittime della moda, maniache del look, assuefatte allo shopping, in crisi  da silicone, immolate su tacchi 12, sacrificate in taglie 40, assetate di griffe, ingorde di profumi, consacrate alla chirurgia estetica,  donne che abbinano gli uomini, come gli accessori, al look del momento. 
Fascion victim, le incomprese sante martiri dell'estetica, le paladine del look, le mistiche del gossip, devote di Dior. Missoni da compiere! Chanel da seguire!
Donne "corrette" per le quali va bene tutto, purché sia di moda.!







Inetrpreti: Carmela Buffa Calleo, Eliana Esposito, Raffaella Esposito
Regia: Federico Magnano San Lio
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RI@SPETTANDO GODOT                                                  
       (Aspettando il Profeta)
di Mimmo D'angelo


Una    giornata    qualsiasi,   due   amici 
che aspettano qualcuno o qualcosa...
discorsi semplici, parole d'uso  quoti-                        
diano.
Hanno senso? E se no,  perchè?
Amici  che  ridono  e   giocano,  utenti 
pienamente  soddisfatti   di   tecnolo-
gie disumane da cui vengono in  real-
tà   usati   e  distrutti.  Individui   soli  e 
incapaci di  esprimere  e  comunicare 
qualsiasi   cosa   abbia  un   senso,   un 
sentimento,  una relazione umana, in 
un vuoto gelido, assordante  ma sen-
za voce. 
Ma arriva  una  bambina,  dolce,  ingenua, con un messaggio: cosa rimane attorno a noi, dopo di noi?
Niente, forse...o...


Interpreti:    Alex Pacoli, Massimiliano Vado e la partecipazione di Raffaella Esposito 
Luci e fonica:  Massimo Sugoni 
Regia: Mimmo D'Angelo, Alex Pascoli, Massimiliano Vado

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Io sono il mio numero
di Tatiana  Alescio


Nell’anno in cui ricorre il 70°anniversario della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma (16 ottobre1943), la Trinaura, da sempre sensibile alle tematiche sociali,storico-culturali, vuole rendere omaggio alla memoria, alla Shoah, ai suoicaduti, a chi si è miracolosamente salvato e ai loro familiari. Attraverso un testo che trae spuntodalle testimonianze dei superstiti, vengono portate a conoscenza del pubblicovicende atroci realmente accadute a personaggi che, attraverso il lorosacrificio, hanno concorso a sensibilizzare, forse dovremmo dire “civilizzare”,menti spietate di uomini purtroppo a capo di potenti Stati.  Il testo narra nello specifico disette donne di età compresa tra gli 8 ed i 45 anni, volutamente di età,nazionalità (una di loro è francese), estrazione sociale e culturale diversa,al fine di offrire un più completo panorama delle svariate reazioni che la deportazione, in tuttala sua drammaticità, ha inevitabilmente generato. All’aprirsi della scena, leprotagoniste interpretano l’inconsapevole serenità degli ultimi scorci di vitalibera, seppur sacrificata nel ghetto, non potendo in alcun modo presagirel’orrore di cui a breve saranno vittime. Parlano in particolar modo dellarichiesta/tranello di 50 kilogrammi di oro da parte dei nazisti in cambiodell’incolumità di 200 ebrei: “Tanto poco vale la vita di noi ebrei?”, esclameràDiletta, l’unica donna che riuscirà a far rientro dai campi di concentramento.Le rimanenti troveranno la morte in maniera diversa l’una dall’altra: chilottando comunque fino alla fine, chi vittima di un inganno, chi colpita damalattia, chi di stenti … chi semplicemente scegliendo di farla finita. Lafame, ancor peggio la sete, i lavori forzati durissimi, le pessime condizioniigieniche, il freddo …  verrannoaffrontati con sopportazione, coraggio ed encomiabile dignità. Per sopravvivereil trucco è alienarsi, viaggiare con la mente in quei pochi momenti dellagiornata che restano liberi, per non impazzire nel ricordo, nella nostalgia,nel chiedersi incessantemente: “dove saranno finiti i  miei cari? li rivedrò?”Donne costrette a mostrarsi nudedavanti a uomini sconosciuti che le scherniscono, mortificate nella loro dignità,rapate, rasate nelle parti intime, marchiate a fuoco, indelebilmente, privatedel nome e del carattere, spersonalizzate, per essere miseramente ridotte ad unnumero, “quel” numero col quale si confonderanno e nel quale si perderanno, nonsolo in quei campi di morte, ma anche, e forse spiace dirlo “soprattutto” alloro rientro, quando si scontreranno con l’incolmabile assenza di quei cari, laperdita delle loro radici, l’indifferenza di chi è rimasto e nonpotendo/volendo capire, si limiterà semplicemente ad additare quell’essereoramai irrimediabilmente abbrutito… quel numero!  uno dei più famosi classici dellaletteratura americana e, come ogni classico, intramontabile, è una splendida commedia con sfumature commoventie tenere. 
Interpreti: Giuliana Accolla,Rossana Bonafede, Valentina            
                          Ferrante, Laura Giordani, Aurora Trovatello
Regia: Tatiana Alescio
Il misterioso caso del Dr. Jekyll e  "Mrs" Hyde
di Eliana Esposito (Liberamente tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson)

"Sia sul piano scientifico che su quellomorale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cuiparziale scoperta m'ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l'uomo non èveracemente uno, ma veracemente due."  

Da un’idea di Salvo Musumeci, la rivisitazione di Eliana Esposito delcapolavoro letterario di Stevenson “Lo strano caso del Dott. Jekill e Mr Hyde”,un classico senza tempo, un’affascinante indagine sulla psiche umana, rivedutain una chiave del tutto insolita.  

“Erauna maledizione del genere umano che questo eteroclito guazzabuglio dovessecosì tenacemente tenersi avviluppato... che fin nel grembo tormentoso dellacoscienza questi gemelli antitetici dovessero essere in perenne tenzone. Comefare, allora, a separarli?” 

Regia: Rosario Minardi
Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyd
©Teatro del Canovaccio Via Gulli, 12 Catania - Tel. +39 347.3124498 - 328.4254497          
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Responsabile Ufficio Stampa: Anna Alberti info@teatrodelcanovaccio.it

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